CARI VIGUZZOLESI
Abbiamo alle spalle, ormai, il 2000 ed anche le
ultime paure del “mille e non più mille”. Per tutto l’anno cronaca
monotona e storia senza acuti.
Reiterate aggressioni alla nostra affaticata,
oppressa e gemente umanità: dilanianti controversie sulle ragioni di una
guerra, sull’etica nella scienza, su banali principi di giustizia e tutto
questo usando una retorica di toni esagerati e, molto spesso, dimostrando un
livello culturale assai modesto.
Dopo le solite ed incerte avvisaglie ottobrine, verso
la metà di novembre, smentendo e cancellando la fugace estate di S. Martino,
abbondanti ed insistenti piogge hanno colpito duramente l’alto Piemonte così
come, nella nostra Provincia, il Po nel Casalese e lo Scrivia a Castelnuovo e in
alcuni paesi limitrofi.
Il Grue, nella terza ondata di piena nell’arco di
due settimane, evento che nessun anziano viguzzolese ricorda, ci ha fatto temere
il peggio perché la gran massa
d’acqua che fluiva da monte trovava troppe piante, ramaglie e materiali
che ne ostruivano il letto e creavano quindi ostacoli ulteriori a
quelli che già esistevano da ormai troppo tempo.
Mi riferisco al vecchio ponte in cotto lasciato lì
addossato al più recente in cemento armato,
sulla provinciale Tortona-Caldirola la cui unica arcata, con luce esigua,
è addirittura attraversata longitudinalmente da un robusto cavo
telefonico al quale si sono impigliati materiali di ogni genere che hanno
formato un tappo pericolosissimo che ha originato l’innalzamento del livello
delle acque, lo straripamento e quindi l’allagamento dei fondi sulla riva
destra e sinistra, ma anche il coinvolgimento della zona Fornace che,
fortunatamente s’è limitato a danni contenuti per le strutture
produttive dei capannoni
artigianali: e poi....... tanto fango da spalare.
Quella notte del 17 Novembre trascorsa in Comune con
il coordinatore, i volontari della Protezione Civile ed il tecnico comunale che
intervenivano con impegno ed abnegazione avvisando i cittadini delle zone a
rischio sul da farsi, accorrendo
nei punti dove il pericolo era maggiore, fra le saette ed il rombo del
temporale, altro fattore insolito data la stagione, con tutto il paese al buio
per gran parte della notte essendo sparita improvvisamente l’energia
elettrica, è stata vissuta come una notte da tregenda.
Ti senti solo ed impotente contro qualcosa che non
puoi fermare: e pensi ai danni ed al male che una situazione del genere può
arrecare ai tuoi concittadini: e ti prende l’angoscia.
Importante è però agire ed agire subito e seguendo
il saggio consiglio che “la protezione
civile si fa quando c’è il sole
“ si è provveduto a rinforzare le sponde degli argini maggiormente erosi su
entrambe le rive del torrente, chiedendo al Magistrato per il Po, nel quadro di
una programmazione di interventi annuali finanziati
per la pulizia ordinaria, anche un intervento decisivo per la rimozione della
struttura del vecchio ponte, la ripulitura dell’alveo dalla foltissima
vegetazione esistente e lo sgombero dei tronchi e dei materiali abbandonati
sulle sponde.
Seguiremo questi lavori, che dovranno essere eseguiti
al più presto, con la dovuta attenzione e con solerte impegno, convinti come
siamo che è dovere primario dell’Amministrazione pubblica tutelare e
difendere il territorio, che significa poi salvaguardare e migliorare la vita
dei suoi abitanti.
Mario Marini