Corso di degustazione vini


Il vino parla, lo sanno tutti. Guardati in giro, Ha un milione di voci. Scioglie la lingua, svela segreti che non avresti mai voluto raccontare. Racconta grandi cose, progetti meravigliosi, amori tragici e tradimenti terribili. Ride a crepapelle. Piange per i suoi stessi pensieri. Riporta alla mente estati di molto tempo fa e ricordi che è meglio dimenticare. Ogni bottiglia è un soffio di altri tempi di altri luoghi e ciascuno è un piccolo miracolo. Magia quotidiana... così la chiamano...

(J.HARRIS, «Vino, patate e mele rosse”)

 

 

Quel pizzico di magia e forse anche di follia di cui bisogna essere in possesso per amare pienamente il vino aleggiava nella sala del teatrino comunale di Viguzzolo durante le serate del corso di degustazione tenutosi in novembre e dicembre. A chi dobbiamo questa atmosfera? Ad un grande appassionato sommelier di Latina. Sandro Bruno Sangiorgi che, con il suo carisma e la sua semplicità comunicativa, ci ha accompagnati nel meraviglioso mondo del vino, della vite, del contadino...

Partendo dalla convinzione che il vino non sia una bevanda come le altre, ci ha aiutati a capire l’importanza e il ruolo fondamentale che abbiamo noi consumatori. Bastano pochi minuti di silenzio e concentrazione perché un bicchiere di vino possa trasmettere fragranza e sapore, mentre ricordi ed emozioni improvvisamente ci assalgono sentendone il profumo.

Ogni bottiglia è irripetibile, unica nella sua complessità e nella sua storia.

Tra i vini degustati citiamo alcune etichette molto conosciute: Barbera dei Colli Tortonesi Monleale ‘98 (Vigneti Massa), Barbera d’Alba (Domenico Clerico), Spumante Giulio Ferrari...

La qualità di una bottiglia non dipende necessariamente dal prezzo e dal marchio, criteri di valutazione spesso giudicati infallibili da noi consumatori inesperti: ne abbiamo avuto conferma proprio durante queste degustazioni. Davanti alla maggior richiesta e al maggior consumo di vino di qualità il produttore si trova “costretto” ad aumentare la produzione ed il prezzo a discapito della qualità. In mezzo a tutta questa confusione l’unica alternativa possibile per non cadere vittime della logica di mercato è quella di avvicinarsi al vino attraverso l’esperienza e la sensibilità di uomini che a questa bevanda hanno dedicato la vita.

Le tecniche avanzate, dalla vinificazione all’imbottigliamento, hanno portato ad un miglioramento del prodotto, facendo però scomparire le caratteristiche legate al vitigno al territorio, al vignaiolo. Il pericolo è di andare verso una globalizzazione del gusto e dei profumi per accontentare il consumatore pigro e superficiale.

 

Sarebbe sciocco non riconoscere la piacevolezza di un vino moderno ben fatto, fruttato e speziato, tondo e denso. Ma altrettanto insensato ci sembra penalizzare un vino perché esprime invece fieno, tartufo, pietra, liquerizia, pelle, e perché le sue caratteristiche gustative sono un po’ spigolose o si fondano più sulla setosità della stoffa che non sullo spessore. In entrambi i casi naturalmente è la completezza, il coacervo di sensazioni, ad interessarci: un vino monocorde non potrà mai emozionarci.       (dall’Editoriale del periodico Porthos, n.  3 anno 2000)

 

Michela Decicilia & Gaia Bindella

 

SANDRO BRUNO SANGIORGI... voce intrigante, permaloso... come un buon vino, al naso può apparire scontroso e spigoloso, in bocca si rivela invece persistente e di impeccabile fattura. La sensazione che lascia è incoraggiante...