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L’edificio dell’ex monastero della Santissima Annunziata

I locali che il Comune di Viguzzolo adibisce agli usi della biblioteca civica, e per i quali viene richiesto un contributo ai fini dei lavori di restauro, fanno parte di un complesso la cui costruzione risale al XV secolo.

Questo complesso è il Monastero di Viguzzolo intitolato alla Santissima Annunziata, fondato nel 1455 dalle monache Agostiniane di clausura di Tortona.

Esso era posto al centro del paese ed era di forma rettangolare con un porticato interno che occupava la metà del fabbricato stesso. Il nucleo originario del monastero – che solo in un secondo tempo venne ampliato con la parte orientale, attualmente sede del municipio di Viguzzolo – era proprio quello occidentale, che si affaccia sull’attuale piazza della Libertà, e cioè appunto quello oggi occupato dalla Biblioteca di Viguzzolo.

Il monastero fu in vita fin verso la fine del XVIII secolo: ricordiamo a titolo di esempio che nel 1590 ospitava 19 monache e 5 novizie - salite a un totale di 32 nel 1697 - e che il reddito annuo ammontava allora a 1368 scudi; nel 1597 possedeva terreni per 232 pertiche, saliti a 402 pertiche nel 1660.

Una cattiva gestione delle rendite e dei possedimenti, oltre alle conseguenze di continui saccheggi e razzie di soldataglie coinvolte in ricorrenti incursioni su Tortona, portarono però il monastero verso la decadenza.

Particolarmente gravi furono, nel 1642, le conseguenze del saccheggio di Viguzzolo perpetrato dalle truppe francesi impegnate nell’assedio di Tortona, tenuta dagli spagnoli. In tale occasione le monache dovettero lasciare il convento per mettersi in salvo altrove, e vi tornarono solo due anni più tardi, trovando il monastero in una situazione di grande degrado.

Solo nel 1756, peraltro dopo altre gravi vicissitudini, ci si accinse ai lavori di ampliamento del fabbricato sul lato Est, dove si trovava la chiesa cosiddetta “esteriore” – perché “esterna” rispetto al corpo del convento e aperta al culto anche per la popolazione -, vale a dire il locale oggi noto in paese come il “teatrino comunale” e adibito alle riunioni del Consiglio comunale e a sala espositiva e per conferenze.

I lavori di ampliamento iniziarono nel 1761.

Ciononostante, cresceva presso la curia tortonese il partito favorevole alla soppressione del monastero, approfittando anche dei disordini che erano stati causati in paese dalla convivenza a volte difficile tra le monache e il resto della comunità. Per tutta questa serie di motivi, si giunse alla fine alla soppressione, ordinata da Papa Clemente XIV con Breve del 7 settembre 1770, e il fabbricato fu sistematicamente spogliato di ogni suo avere a favore della curia tortonese, nonostante le proteste della popolazione, questa volta schierata a difesa del monastero.

In queste fasi convulse andò perduto l’organo della chiesa del convento, mentre gli stalli del coro finirono, nel 1776, alla chiesa di Codevilla.

Il fabbricato del monastero fu quindi acquistato dal generale dell'esercito piemontese Bracchieri che a sua volta lo lasciava in eredità ai nipoti Leardi.

Nel 1863 il Comune acquistò da questi ultimi per 22.000 lire una parte del fabbricato al fine di utilizzarlo come sede del Municipio e, in seguito, delle Scuole Elementari, che qui ancora oggi si trovano ed hanno ingresso dal lato di via Roma (lato Sud).

La metà della costruzione che prospetta verso la piazza principale del paese, fu invece adattata ad abitazioni private ed attività commerciali.

In tempi più recenti il Comune ha acquistato anche una parte di questo fabbricato con l'intenzione di utilizzarla a fini pubblici, e in particolare per la Biblioteca civica, aperta in tale sistemazione dal 1991.

Tali locali sono caratterizzati dalla presenza di volte di copertura sia verso la piazza sia verso il cortile.  Le stesse volte sono sostenute da un arco che definisce il passaggio da un locale all'altro.  Sulla facciata verso il cortile sono individuabili gli archi originari successivamente chiusi.

L'adattamento ad abitazioni e l’utilizzo per attività commerciali hanno comportato nel tempo vari rimaneggiamenti, e perciò oggi la facciata principale si presenta rivestita parte in pietra e parte in intonaco plastico, con inserite aperture di vetrine e serramenti con tapparelle.  

Fonti

Archivio storico del Comune di Viguzzolo, faldone 415, cartella 43: Acquisto da parte del Comune di Viguzzolo di uno stabile detto "Il Monastero", di proprietà dei fratelli Leardi, da adibirsi a Palazzo Municipale: atti e carteggio (1862-63).

G. Decarlini, Per la storia del monastero della Santissima Annunziata di Viguzzolo, pubblicato in quattro parti in Qui Viguzzolo 1984, 1985, 1986 e 1987.

G. Decarlini, Stato e notitie del monastero di Viguzzolo, in Qui Viguzzolo 1993.

G. Denegri, Viguzzolo e la sua storia, Tortona (1969).

M. Marini, Il coro della cappella del monastero di Viguzzolo, ora nella cappella della parrocchiale di Codevilla, in Qui Viguzzolo 1994.

D. Peverone, Il borgo insigne. Appunti per una storia di Viguzzolo e dintorni, (dattiloscritto depositato presso la biblioteca di Viguzzolo), Viguzzolo (1997).