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La pieve romanica di Santa Maria
Da domenica 20 maggio 2001, e fino a tutto il mese di settembre, riprende il ciclo delle VISITE GUIDATE alla pieve: ogni domenica, dalle ore 16 alle ore 19, i volontari di Viguzzolo garantiscono l'apertura e la visita assistita al monumento.
L’attuale edificio, dedicato Santa Maria Assunta, fu costruito
probabilmente nel secolo XI all’esterno dell’antico abitato, anche se un
documento del 893 attesta che già allora esisteva nella zona un edificio di
culto.
La presenza di elementi architettonici anteriori al Mille convalida
l’ipotesi che sia stato costruita utilizzando materiale di una chiesa più
antica che doveva sorgere nelle vicinanze. Diversi documenti indicano la
presenza della pieve alla fine del XII secolo e precisano che una canonica con
un arciprete e quattro canonici era a essa annessa.
Dopo un periodo di sviluppo e importanza fra XII e XIII secolo, la pieve
cominciò a essere emarginata. Alla fine del XIII secolo infatti, Viguzzolo era
già Comune e si preferì come luogo di culto l’oratorio di San Bartolomeo,
posto al centro dell’abitato e dunque più comodo. Alcuni documenti attestano
che molto prima dell’XI secolo le funzioni religiose si svolgevano proprio in
questo oratorio. Con il tempo San Bartolomeo divenne chiesa parrocchiale e la
pieve, avendo ceduto tutte le sue fonti di reddito e usufruendo solo
dell‘elemosina del Comune e dei benefattori, fu ridotta in condizioni
miserevoli.
Nel 1570 fu riparato il tetto, ma la situazione di incuria continuò a crescere con l’andare del tempo. Bisogna attendere i restauri del nostro Secolo per recuperare l’aspetto originario: nel 1905 fu restaurato il pavimento, nel 1937-38 sotto la guida di Carlo Ceschi - fu ricostruita l’abside di sinistra sui resti dell’originaria e fu riportato a vista il paramento murario della facciata e dell’interno. Nel 1935 era stato trasferito il cimitero che circondava la costruzione.
Dal punto di vista stilistico la pieve di Viguzzolo è una costruzione
romanica, semplice e ben proporzionata, a tre navate, con tre absidi
semicircolari (di quella di destra restano poche tracce) e tetto a doppio
spiovente.
La facciata (vedi foto sotto), decorata da archetti pensili divisi irregolarmente da
sottili lesene, presenta una porta ad arco a tutto sesto, e un occhio circolare,
probabilmente costruito, come il piccolo campanile a vela, in epoca successiva.
I muri laterali delle ali nord presentano alcun segni di decorazione,
mentre quelli della navata centrale e dell’abside maggiore mostrano
specchiature scandite da lesene e archetti ciechi nelle quali si aprono finestre
strombate.(vedi foto sotto)
All’interno le navate (vedi foto sotto) sono divise in quattro campate di pilastri di
forma quadrangolare con semicolonne addossate e contrapposte.
Nella navata di destra si apre l’accesso alla cripta costituita da tre piccole navate scandite da colonnine e capitellini di pietra che reggono volte a crociera. Nonostante la datazione incerta si pensa sia stata costruita posteriormente alla pieve con elementi più antichi di recupero.
(una foto"datata" della pieve risalente ai primi del '900. Si possono notare le lapidi costruite sul prato che circondava la chiesa)
C. Ceschi, Le Pievi di Volpedo e di Viguzzolo
in “Rivista di Storia Arte e Archeologia”, a. XLVII (1938), I, pp. 74-99.
G. Denegri, Viguzzolo e la sua storia, Tortona
1969.
C. Damonte, E. Sisti, Ricerca di restauro
architettonico sulla pieve di Viguzzolo, Facoltà di Architettura del
Politecnico di Milano, a.a. 1986-1987.
P. Rubini, La pieve di Viguzzolo, Viguzzolo
1986.
A. Segagni Malacart, Contributo all’architettura
padana del secolo XI: le chiese di Volpedo, Viguzzolo e San Marcello in
Montanino di Strabella, in “Annali di storia pavese”, n. 16-17 (1988), pp.
91-102.
D. Peverone, Il
borgo insigne (appunti per una storia su Viguzzolo e dintorni), Viguzzolo
1997.